AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

22 settembre 2016

INSIEME RACCONTIAMO 13.





L'iniziativa voluta fortemente da Patricia Moll, la blogger mirabolante di MYRTILLA'SHOUSE,  è arrivata al secondo anno.

Negli ultimi mesi, seppur con fare discontinuo, ho partecipato anche io divertendomi moltissimo.
A questo punto mi andava di celebrarla anche qui a casa mia. Visto che non è così facile nel pazzo mondo del web riuscire a far decollare con grande amicizia e collaborazione un progetto del genere.
Patricia ci è riuscita benissimo, facendo nuovi proseliti e fidalizzando i "vecchi".

Vi spiego di cosa si tratta.

Pat decide l'incipit di un racconto breve a cui, chiunque vorrà partecipare, aggiungerà il suo finale.
Si può scrivere in coda al suo post oppure dedicarne uno ad hoc nei propri spazi.
Il testo non deve superare 200/300 battute oppure 200/300 parole.
Si possono postare foto, video e musica a completarlo.
E poi si da libero sfogo alla fantasia.


L'INCIPIT DI PATRICIA

"Seduta sulla poltrona, alzò gli occhi dal giornale. L’articolo le aveva fatto capire cosa doveva cercare per ottenere quello che voleva.
Lo posò, si alzò e così come era in casa uscì dirigendosi verso…."

IL MIO FINALE

"la sede del comune della sua città.
A dire il vero era tempo che ci pensava e rifletteva sul da farsi.
Aveva provato a parlarne diverse volte con Michela.
Ma ogni volta era come scontrarsi contro un muro altissimo.
L’atavica paura di lei di dover dare troppe spiegazioni, dell’esporsi ad ogni sorta di giudizio altrui, la bloccava. E poi la famiglia di Gianna, sempre così dura, così distaccata e lontana che fondamentalmente non le aveva mai ac
cettate.
Dimostravano una totale indifferenza alla situazione. Ne parlavano pochissimo, toccando con mano il continuo disagio altrui.
“Stiamo bene così, cosa ci manca?” Le ripeteva spesso, ogni volta che affrontava l'argomento, chiudendola lì.

Eppure era quello che avevano sempre desiderato. 
Dal primo giorno di liceo, quando si erano ritrovate sedute allo stesso banco. Il sole sulla testa e quel battito fortissimo nel petto. 
Passo dopo passo, sempre insieme da quel momento in poi.

Lei non aveva paura di nulla. Si può avere paura dell’amore?
Gianna salì al primo piano. Entrò nell’ufficio del sindaco ed esordì guardando suo fratello dritto negli occhi e tenendo ben stretto il giornale in mano. Lui le sorrise, lei ricambiò.
<<Io e Michela ci sposiamo. E la tua decisione è il più bel regalo che tu potevi fare a noi e all’amore.>>

Nessuna paura dell'amore. Mai."






Vi aspetto, se volete cimentarvi sarà cosa gradita. E andate a sbriciare il blog di PAT. Se non lo conoscete sarà una scoperta deliziosa.



18 settembre 2016

I LIBRI DI SETTEMBRE.


Ho pure letto tanto quest'estate. 
Mi piace sottolinearlo perché non pensavo che tra tante cose fatte, sarei riuscita a ricavarmi il tempo necessario per leggere i libri portati con me.
Invece ci sono riuscita, tra una passeggiata e l'altra, qualche nuotata, tanto mangiar bene e varie e variegate occasioni di divertimento.
Continuo il mio approfondire la conoscenza con Maurizio De Giovanni. Ogni libro letto mi fa sempre più innamorare. Davvero intrigante, intelligente e realistica la sua scrittura.Tra gli episodi del commissariato di Pizzofalcone e le indagini di Ricciardi, mi sto preparando alla stagione autunnale di RaiUno.



Ho detestato invece, Michele Serra e il suo "Gli Sdraiati".Diciamo che, già il giornalista e la sua prosopopea non godono delle mie simpatie.Mi hanno infastidito lui, quei debosciati ed immaturi ragazzi che descrive e quei genitori rassegnati che purtroppo, ci circondano nella realtà. Li prenderei a calci in faccia.



Mi sono distratta con un bel libro di Caroline Vermalle, "Due biglietti per la felicità", gradevole e poco impegnativo. 

Lo stesso posso dire di Chiara Gamberale e il suo "Per dieci minuti". Ho approfittato dell'offerta di Feltrinelli per comprare più di un libro a 9,90. I titoli e gli autori sono interessanti, sarebbe stato sciocco non acquistarli.



Infine Alan Bennett, il grande autore inglese dall'ironia fulminante. Ho letto con gran piacere il suo "La sovrana lettrice", ritratto divertente e sopra le righe di quella strepitosa icona che è la Regina inglese.Meraviglioso e affascinante mito dei nostri tempi.




Ma senza opprimervi oltre con la solita lista, vi parlerò di uno solo, il più bello e quello che mi ha fatto più riflettere.




Autore: Claudia Pineiro
Titolo: Piccoli colpi di fortuna
Traduzione:Pino Accucci
Edizioni: Narratori Feltrinelli
Pagine: 224
Prezzo: 15 euro










"Forse la felicità è questo, un istante dove stare, un momento qualsiasi in cui le parole non servono perché ce ne vorrebbero troppe per poterlo raccontare. Azzardarsi a coglierlo nella sua essenza, senza permettere che le parole, nell'ansia di raccontare, gli facciano perdere l'intensità."




Claudia Pineiro for me è una certezza. Come sa chi mi legge da tempo, una delle mie autrici preferite. Adoro i suoi thriller, ma i suoi romanzi, che ricalchino vita vissuta o che siano frutto della sua immaginazione, mi catturano senza darmi respiro.
La trovo intelligente, intima, intensa, a tratti drammatica, con una scrittura chiara e lineare, senza sbavature e assolutamente personale.
La storia di Maria, che torna in Argentina dopo vent'anni e dopo una fuga i cui motivi drammatici, si scopriranno strada facendo, mi ha commossa e coinvolta come non succedeva da tempo.
A volte cerchiamo di sopravvivere chiudendoci sotto una campana di vetro, sperando che, i colpi della vita, non riescano più a farci male.Andiamo avanti seguendo i soliti passi e la strada che ci siamo scelti. Ma la vita ci aggancia all'improvviso, con  imprevisti sornioni e inevitabili piccoli colpi di fortuna.
Torna a lambirci il mare che avevamo respinto indietreggiando e girandogli le spalle. 
Ma il mare e la vita sono lì, vincono sempre loro.
E forse anche questo è la felicità.











02 settembre 2016

G COME GIUNGLA.

Sono tornata.
Farà piacere ad alcuni e meno ad altri.
In tutta onestà,sono stata così bene durante questa lunga pausa che ho pensato più volte se fosse o meno in caso di ricominciare a settembre.
Oppure di restare altrove, su una di quelle bellissime calette che ho visitato durante l'estate.
Cosa ho fatto?
Ho preso il sole, scalato montagne, fatto lunghe nuotate, mangiato, bevuto dell'ottimo vino, ho fatto l'amore, ho sorriso e ho pianto.
Sono stata accanto ai miei per qualche giorno che è sempre troppo poco se ci penso, maledetta distanza.
Ho cantato con mio nipote che è un vero artista partenopeo di soli sei anni.
Sono rimasta ancora una volta smarrita e amareggiata a causa di grandi disastri che continuano a dilaniare la nostra bella Italia.
Mi sono incazzata, perché conosco quel dolore molto bene, e i secondi interminabili di un terremoto sono scolpiti a fondo dentro di me. E quanto accade una volta è per sempre.

Tutte le volte che succederà, ovunque accadrà, è un tornare a quei momenti, a quella sera, a quelle lacrime, a quella rabbia.
Perché in Italia, a parte i soccorsi tempestivi e il volontariato, non cambia niente.
Sempre le stesse parole inutili, quei conforti meschini e vigliacchi. Le identiche pagliacciate. 
E gli stessi imbrogli.
Se non cambia tutto, non cambierà mai nulla.



"G come giungla,
la notte comunque si allunga, le regole sono saltate, 
le favole sono dimenticate,
G come guerra,
e giù tutti quanti per terra, non basta restare al riparo,
chi vuol sopravvivere deve cambiare."

Hai ragione Luciano, lieta e amara sorpresa di questo mio ritorno.

G COME GIUNGLA.



29 luglio 2016

Estate.


Evviva le vacanze.

Quest'anno il mio blog che ad agosto compie cinque anni, va in pausa un po' prima.
Colpa della padrona di casa che è più stanca rispetto a quelli precedenti.
E' stato un anno molto difficile, pesante e complicato.
E' stato un anno che mi ha reso più fragile, nonostante fuori non appaia.
Avrei proprio bisogno di accavallare le gambe e rilassarmi, 
senza pensare a nulla, per qualche settimana.
Non vado in vacanza subito, passeranno ancora dieci giorni prima della partenza 
ma ritengo che sia ora di fermarmi un momento, almeno qui.
Dove vado non ha grande importanza, magari ve ne parlerò quando torno. 
Sicuramente, chi mi segue su instagram sarà più informato.
Farò le solite capatine nei vostri spazi, non abbandono il web e non abbandono voi. 
Vi auguro giorni sereni, piacevoli e divertenti oppure semplicemente rilassanti.
Mangiate, bevete e fate l'amore.
Sorridete.

Vi abbraccio tutti forte, come sapete.

Buone vacanze.





21 luglio 2016

FA TROPPO CALDO.


La Danza - Henry Matisse - foto personale MS- MET


E mi diventa difficile anche scrivere delle righe nuove sul blog.
Faccio fatica a respirare, ho la pressione ai minimi storici e un sonno atavico.
Ci sarebbe tanto di cui parlare, dai fatti di cronaca alla politica estera, all' IS.
Faccio un solo nome: Erdogan.
Ma poi, anche se mi piacerebbe prendergli la testa e spaccagliela come una noce di cocco, l'apatia prevale su tutto il resto.

Sarà questa estate lenta, molto lenta.
Sarà che vedo ancora lontane le vacanze, sul filo dell'orizzonte.
Sarà che ogni giorno cerco di viverlo come viene...
Non ho voglia di arrabbiarmi, di tornare su cose dette e ridette.
Tanto siamo sempre qui mentre nulla cambia e purtroppo cambierà.
E un dubbio c'è: ci può essere assuefazione all'orrore?
Pensate a quanto sia più importante per parecchia gente cercare quei maledetti Pokemon sul telefonino, che comprendere cosa cazzo sta succedendo in questo nostro mondo malato...e se c'è un modo per venirne fuori.
Siamo una maledetta massa di egoisti. Questa è la verità.
Eh sì. Fa veramente caldo.

13 luglio 2016

MI PIACEREBBE...



L'ultimo fine settimana è stato davvero piacevole.
Abbiamo festeggiato il compleanno con i nostri amici, 
in un luogo che ci è molto caro. Immerso nel verde, appena fuori Milano.
Il giorno dopo eravamo ancora via, ed è stata un'altra bella giornata.

Le serate più belle, quelle indimenticabili, sono semplici e generose.


FOTO PRIVATA MS


Appaiono in tutta la loro armonia solo quando si allontanano, 
quando comincia il ricordo.
Le luci soffuse delle candele sulla tavola piena di fiori, i sorrisi, gli abbracci, le risate e le chiacchiere.
Tanta complicità, stima, affetto.
Ci si conosce da così tanto tempo, ci si vuole bene.
Il cibo invitante, la torta superba.
Qualche ora che ci ha consentito di dimenticare anche gli affanni.
Che quelli ci sono sempre, nascosti allo sguardo, mica al cuore.
Si è parlato di vacanze, fatte e da fare.
Delle nostre terre d'origine, che vanno dal nord al sud.
Di problemi di lavoro, familiari, sentimentali. 
Ogni cosa, alla luce delle candele, assumeva un colore diverso, più pacato e morbido.
E pareva tutto più facile da affrontare, se un amico era lì ad ascoltarti.
Che ci siamo e corriamo ogni volta, al bisogno.

Noi, con tutte le nostre differenze, usi e costumi diversi come le idee, eppure uniti.

Mi piacerebbe restasse tutto così, o forse no.

Ci guardavamo e nei nostri sorrisi c'era la risposta.
Si va avanti insieme, come si può, cercando di trovare la via migliore o quella più percorribile.
Si sbaglierà ancora, si raggiungeranno altri obiettivi,ci saranno brusche frenate, gioie inattese.
Ma spero  in braccia e mani  sempre pronte a raccogliere, consolare, illuminare.

Grazie per esserci, ieri, oggi, domani.

Mi piacerebbe crescere ancora assieme a voi.


FOTO PRIVATA MS