AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

28 ottobre 2015

IL BACIO.



Leggevo.

Erri De Luca nel suo ultimo libro  definisce in questo modo il bacio:

"Il bacio è la cima dell'intimità amorosa. Da lassù si può poi scendere nella rissa felice dei corpi che si avvinghiano, si accoppiano. Ma il bacio è sommità raggiunta, il perfetto traguardo. Lo sanno bene e meglio le puttane che vendono tutto il corpo tranne il bacio, lasciando la clientela a bocca asciutta."
(Erri De Luca - Il più e il meno)



Per me il bacio è comunione di intenti. E' fluido o balsamo infinito. E' l'energia elettrica che da senso al rapporto. Vitale, fiume in piena. Culmine, perché inizio e fine. Col bacio prendi coscienza dell'amore. Ti perdi o ti risvegli. Comprendi e decidi.
E' buio e luce.
E' tutto.

E tutto il resto verrà sempre dopo. 


Per voi?


23 ottobre 2015

IO CHE AMO SOLO TE: IL FILM.



E' raro che sulle pagine del mio blog appaia la recensione di un film. Se succede è perché vinco il mio innato timore nel confrontarmi con chi è molto più bravo di me.
A dire il vero in giro si trovano pure tanti invasati che ritengono di essere degli dei nel giudicare il lavoro di altri. E se ne escono con arzigogolii di natura epica o con sciabolate irridenti da sembrare vere e proprie iatture.
Pieni di boria suvvia... che si capisce dal loro impegno nella derisione o nella riverenza celestiale che, non essendo capaci di farlo quel mestiere, non resta loro altro che provare a raccontarlo.

Io invece penso alle persone che hanno lavorato al film. Ne hanno avuto cura, hanno pensato ad ogni inquadratura. A tutti i sorrisi, le risate, le espressioni dei volti. Alle lacrime, ai sospiri.

Alle parole, così importanti e vitali della sceneggiatura. Capaci di trasformare un sogno maturato a lungo, in realtà.

Alla dizione, alla potenza d'espressione. Al passo lento o veloce. Al sonno perso, alle notti infinite.
A TUTTI I PICCOLI E GRANDI GESTI CHE FANNO IL FILM.
Che trasformano un'emozione istintiva dettata dal cuore, in una scena fondamentale.
Alla musica che avvolge e spiega ogni passo. Alla danza, punto focale.


Capita che le parole traggano spunto da un romanzo. Da una storia che nasce in una piccola città del nostro sud. Partendo dalla vigilia di un matrimonio. Tanto atteso e accarezzato. Due coppie, una ad un passo dal destino, l'altra che ha già giocato col suo e perso. La famiglia con il suo ruolo centrale, giù al sud. Non si tralascia nulla, non si vorrebbe cambiare nulla. Eppure tutto è  diverso.

Avevo voglia di vederlo questo film. Avendo amato il romanzo, essendomi emozionata e avendo riso tantissimo nel leggerlo. Poi ne avevo parlato a suo tempo, quando era uscito.
Oggi sono stata al cinema, assieme al gruppo di amici che da tanto tempo è legato all'autore e alla sua scrittura. 
Ho tenuto tra le mani ogni suo scritto, mi sono  appassionata, stimolanti discussioni e confronti.
Fin dall'inizio ne ho immaginato i protagonisti e ad ognuno avevo dato un volto, una voce.
La sorpresa è stata di ritrovarli esattamente come li pensavo. 
Il colore e il suono della voce, l'unicità del carattere, mi hanno confermato la bravura degli interpreti.
Marco Ponti ha diretto un grande film, da un gran bel  romanzo.
Un film corale, intenso, in cui il ritmo non si perde mai. Un perfetto equilibrio, tra risate ed emozione, dovuto alla bravura di tutti i protagonisti ed una sceneggiatura premiante. Da Riccardo Scamarcio a Laura Chiatti, i due giovani sposi Chiara e Damiano, stupendi e naturali, a Maria Pia Calzone a Michele Placido, i genitori Ninella e Don Mimì, amorevoli e struggenti. Tutti attenti e magici. E i cooprotagonisti? La strepitosa Luciana Littizzetto che con la sua ironia illumina come un faro i luoghi e le persone già pieni di sole. Eugenio Franceschini, che interpreta il mio personaggio preferito, Orlando, fratello di Damiano. Riesce a dare corpo e sostanza senza eccedere in una macchietta inutile, ad un ragazzo, che per la prima volta, decide di dire al mondo chi vuole amare. E poi, Eva Riccobono, meravigliosa "ragazzona", Dino Abbrescia, in una parte quasi tenera.
Ho ritrovato la Puglia con Polignano a Mare, la generosità di quei luoghi, la bellezza delle persone. Il calore delle case, la luce intensa e vitale. La famiglia e l'amore protagoniste.
Quelle famiglie sono la nostra. Spesso nel chiuso delle nostre stanze viviamo momenti duri di cambiamento. Facciamo fatica ad accettarlo e arretriamo spaventati. Ma il mondo non si ferma davanti le nostre paure o i nostri pregiudizi e proseguirà lo stesso, infischiandosene. L'amore POI, è al centro di tutto. Sa essere paziente e sapiente. Sa aspettare o travolgere come un fiume in piena.
La misura del futuro passa attraverso il film, come lo è stato nel romanzo.
Sembra un tocco lieve, quello di Luca Bianchini, invece è vivido, strutturalmente potente. 
Ci dona allegria e allo stesso tempo riflessione e consapevolezza. Ci pensi a lungo mentre magari lo rileggi nuovamente. E scopri nuovi spunti, nuove angolazioni.Era un libro destinato a realizzare un sogno, dicevo all'inizio. Quello del  suo autore  che a volte ne è quasi incredulo.(Credetemi è così). La spiegazione è nella sua bravura: ha dato  forza e colore ai desideri, spingendoci a riflettere su come realizzarli. Combattendo e avendo fiducia negli altri. Perché per vincere non si può lottare da soli. 
Lui tutto questo ce lo ha donato con una naturalezza disarmante. 
Con vera bellezza.  



17 ottobre 2015

Al termine della pioggia.



Fonte: Agi.it


Luca non aveva chiuso occhi per tutta la notte. Milioni di gocce si erano abbattute con la violenza di un uragano, sulla  città. Il rumore sordo dei tuoni e i lampi vividi dei lampi,  avevano disturbato il silenzio della sua camera e quello di tutta la  casa. Casa? Un monolocale da studente fuori corso che occupava da tempo. Lì, nella provincia campana che lo aveva accolto a braccia aperte.
Anni prima, quasi un secolo, in realtà.
Un corso di laurea che si era dilatato nel tempo fino ad apparire un percorso millenario. E intanto la tesi languiva, in un angolo remoto del suo computer. 
Anche l'ultimo professore a cui voleva affidarsi, aveva declinato "gentilmente" l'invito.
Ogni giorno i suoi, chiedevano notizie. 
Lo avevano mandato a valle, lontano dalle montagne irpine in cui era cresciuto, nella speranza che potesse affrancarsi da una vita scarna, solitaria e povera di stimoli.
La biologia era da sempre la sua passione. Eppure si domandava spesso dove si fosse perso.
Quando il feeling si era interrotto; ma non riusciva a dare una risposta.
Quel mattino, dopo l'uragano, tutto era fermo e immobile. Le strade della parte alta della città erano coperte da fanghiglia marrone. La gente si domandava stupita quando sarebbe tornata l'elettricità e quando gli ascensori avrebbero ripreso a funzionare. Nella memoria degli "anziani" un ricordo sbiadito di un'altra alluvione, devastante, subito dopo la guerra.

Un pensiero immediato e una vana ricerca al cellulare. Al suo non risponde, prova da tutti gli amici << E' da te Andrea?>>.

Unica riposta un <<no>> avvolto da silenzio.

Andrea, la testa biondissima, le gambe lunghe, i vestiti scollati dal corpo. Sempre troppo larghi, le maniche troppo corte. La risata fragorosa, la fossetta destra più evidente di quella sinistra. E gli occhi color oro puro. Lo sguardo intenso, vestito di morbidezza e di calda accoglienza. In università era un punto di riferimento, per chiunque si potesse smarrire nei meandri dell'orientamento e dei corsi.
Conosceva ogni professore o assistente. Tutti gli operatori. Mille iniziative, programmi eventi, partorivano dalla sua mente a velocità stellare. Milioni di modi per aiutare gli altri. 
Altruista e di una generosità ineguagliabile. Dopo la laurea in Economia Aziendale era ancora lì, come una delle statue romane del museo  della città. Indissolubile, invidiabile, inimitabile.

Non non era con lui, la sera prima. Viveva nella parte bassa della città e aveva preferito tornare a casa. Quella città che era la sua, che aveva visto cadere e rialzarsi parecchie volte, senza cambiare mai l'anima. La città come un vestito un po' stretto, che pur bello, è liso ai bordi. Tu continui ad indossarlo ma vorresti modificarlo e migliorarlo. Non sai se ne sarai capace, ma alla fine provi con un gioiello di famiglia ad abbellirlo; e nel brillio familiare lo scopri ancora splendido. Da un angolo diverso tutto il mondo riesce ancora a sorprenderti, se gliene dai ancora la possibilità.
Corre Luca. Sa che il fiume, giù a valle, ha compiuto disastri. Non si sente altro alla radio e alla tele.
Arriva alla Rocca, scende attraverso il corso. Gira verso l'Arco romano ancora ricoperto dalla struttura di restauro. Sembra quasi che volino i suoi passi. Il rione di Andrea è transennato.Polizia e protezione civile invitano la gente ad allontanarsi. L'acqua ha raggiunto i due metri di altezza. Si cerca di portare in salvo persone salite sui tetti. I sottopassi allagati, la tensione nervosa. Andrea non risponde al telefono.
<< Vi prego fatemi andare, una persona cara è sicuramente in pericolo>>.
Nessuno lo ascolta, ma lui non demorde.
Gira alle spalle di Sant'Ilario e li beffa.  Corre verso il rione, dove l'acqua è ancora alta, il fiume a ridosso delle case. In lontananza le arcate del ponte sono quasi coperte da tutta la furia devastante della notte precedente. 
Cerca la casa rosa. Fuori, di spalle, gambe e braccia lunghe spalano fango. Sente la voce che incita, guida, dirige. Riconosce il sorriso anche se sa che tutto quell'oro non si girerà. Sostiene, con pazienza e cura, una vecchina curva di età e di dolore. 
Anche Luca sorride, si rimbocca le maniche e avanza.
@Mariellaesseci - tutti i diritti riservati.

Dedicato alla mia città, Benevento. 
A tutte le città, a tutta l'Italia ferita dall'incuria e dall'ingordigia del potere.
Sostenuta solo dalla volontà e dal coraggio delle persone comuni.

Sarebbe ora di riprendercela, questa nostra Italia.






10 ottobre 2015

I libri del mese: OTTOBRE.



Facciamo spazio ai libri e partiamo da:




Diego De Silva -  Non avevo capito niente - Edizioni Super Et di Enaudi.


Ho scoperto lo scrittore "incriminato" praticamente per caso. Non lo conoscevo per nulla. Non sapevo fosse un ex-avvocato napoletano, finalista premio Strega. Probabilmente avrò pure letto di lui in passato sui giornali ma senza che tutto ciò avesse potuto lasciare traccia in qualche recondito ghirigoro del mio cervello.

Una delle mie solite scorribande in biblioteca; girovagavo come di consueto tra uno scaffale e l'altro.
Mi ha colpito il cognome e da ignorantona mi sono detta "toh uno scrittore spagnolo diamo un'occhiata".

E così, l'irriverente, divertente, maniaco, tendenzialmente filosofo, come il suo protagonista seriale l'avvocato Malinconico (sarebbe un tantinino più sfigato di lui all'apparenza) è entrato nella mia vita.
Assieme al  protagonista  dei suoi libri di cui vi segnalo il primo di una trilogia, è degno di un Montalban e il suo Pepe Carvalho. Praticamente irresistibile.

Dicevo filosofo perché stiamo parlando di una visione di vita che più pragmatica  e logica non c'è. Qualche esempio? Eccolo:


"Certe volte penso che quando alzi la testa, e cominci a muovere le cose e a chiedere, invece di subire tutto praticando il minimo sindacale di resistenza (che poi è il mio modo di vivere) la realtà ti nota. Acquista un po' di stima nei tuoi confronti e ti rende la vita più facile. Ecco perché all'improvviso capita che trovi posto sotto casa, o una donna ti guarda, o ti offrono lavoro. Come quando ti fai l'amante che all'improvviso ti cercano altre quattro o cinque donne contemporaneamente (fra cui un paio di ex che non vedevi da qualche anno) e tu ti domandi: <<Ehi, ma dove cazzo stavate fino all'altro ieri?>>

NON AVEVO CAPITO NIENTE
Autore: Diego De Silva
Editore: Einaudi - I Coralli
                                                             Pagine: 312
                                                             Anno di pubblicazione: 2007







Toni Morrison - Prima i bambini - Edizioni Frassinelli

No, lei non è una scoperta per caso, ma una scrittrice amatissima, come il titolo di un suo bellissimo romanzo. Premio nobel  e premio Pulitzer mica bruscolini. Scrittrice, giornalista,  di peso e spessore fondamentali. Libera divulgatrice della cultura afroamericana, narratrice sapiente, fiera, indipendente. Cruda e amara,  come le sue storie. Al centro della sua scrittura le evidenti problematiche razziali che ancora oggi sono ben lontane dall'essere risolte. Negli Stati Uniti più che mai. A volte violenta come nel suo ultimo romanzo. Un breve accenno:


"Ho dovuto essere severa, molto severa. Lula Ann doveva imparare a comportarsi bene, a tenere giù la testa e non combinare guai. Non mi interessa quante altre volte si cambierà il nome. Il suo colore è una croce che dovrà portare per sempre. Ma non è colpa mia. Non è colpa mia. Non è colpa mia. 
No."




PRIMA I BAMBINI
Autore: Toni Morrison
  
Editore: Frassinelli
Pagine: 228
Anno di pubblicazione: 2015 









David Grossman - Ci sono bambini a zig zag - Edizioni  Oscar Mondadori.

E ogni mese vi segnalerò un classico. Uno dei miei preferiti: amato, posseduto, vissuto. Come il libro di Grossman che ognuno di noi dovrebbe portare con sè.
E ogni tanto rileggerlo, per ricordare come nel Piccolo Principe, cosa siamo stati e cosa saremo sempre. La storia di Nono è un capolavoro. Ha il ritmo serrato di tutte le fughe che si rispettano. Comincia su di un treno, luogo del cuore di tanti bambini e adulti. Alla ricerca di una identità e individualità che consentirà  poi di crescere e diventare uomini. Lasciando un po' di posto a quella parte di noi che lasceremo intatta come allora.








"Perché ci sono persone rotonde, ci sono bambini a forma di triangolo e ci sono bambini a zig zag".






CI SONO BAMBINI A ZIGZAG
Autore: David Grossman
Editore: Mondadori - Collana Oscar
Pagine: 331
Anno di pubblicazione: 1994
                                                             






Io sono stata una bambina a zig zag e ne sono orgogliosa.


Buone letture e alla prossima.




05 ottobre 2015

Che cos'è un amico secondo voi.




Un amico è chi ti dice che hai l'insalata tra i denti .




Un amico è chi ti dice che hai l’insalata tra i denti.
Un amico è chi ha il filo interdentale quando l’insalata non se ne va.
Un amico è chi ti sa aspettare.
Un amico è chi ti sa ascoltare.
Un amico è chi ti sa ascoltare anche quando non gliene frega niente.
Un amico è chi ti presta i soldi prima che tu glieli chieda.
Un amico è chi ti restituisce i soldi anche quando ti eri dimenticato.
Un amico è chi ti tiene il posto accanto quando a cena c’è gente antipatica.
Un amico è chi ti invita anche se sa che non potrai andare.
Un amico è chi non ti dice che prima aveva invitato un altro.
Un amico è chi ti racconta che la festa non era poi un granché.
Un amico è chi sa quando dirti che la tua ex ha un altro.
Un amico è Renatone che canta “il sole muore già”.
Un amico è chi ti fa ridere dicendo cose che fanno ridere solo te.
Un amico è chi entra nel backstage e ruba un pass per farti entrare.
Un amico è chi ti guarda negli occhi prima di brindare.
Un amico è chi ti tiene la fronte la notte che hai fatto troppi brindisi.
Un amico è chi sa mentire pur di difenderti.
Un amico è chi ti chiama anche quando non ha niente da chiederti.
Un amico è chi sa quando offrire e quando farsi offrire.
Un amico è chi vuole fare una foto solo con te.
Un amico è chi ti tiene la mano sulle giostre.
Un amico è chi non fa più salire sulle giostre.
Un amico è chi sa se hai paura dei cani o dei gatti.
Un amico è un cane che scondizola solo per te.
Un amico è chi sa portarti via da una persona noiosa.
Un amico è una persona noiosa ma tu gli vuoi bene lo stesso.
Un amico è chi ti vieta di vestirti male.
Un amico è chi per comprarti il regalo giusto spende più di quanto aveva previsto.
Un amico è chi condivide la sua pizza la volta che la tua se la sono scordata.
Un amico è chi ti passa a prendere in macchina per andare a cercare un tavolo all’Ikea.
Un amico è chi sa montare un tavolo dell’Ikea.
Un amico è chi sale con te in macchina senza sapere dove lo porterai.
Un amico è chi non ti dimentica quando è sul carro del vincitore.
                          «E PER VOI UN AMICO È»
                          (da PopUp di Luca Bianchini)





Oggi è stato un pessimo lunedì, diciamo niente di diverso dagli altri giorni ma con lo svantaggio di essere solo ad inizio settimana.
Apro la pagina dei blog di Vanity Fair e leggo il nuovo post di Luca Bianchini su PopUp.
La riflessione sull'amicizia mi scuote e mi fa riflettere. Mi viene voglia di dare un bel calcio nel sedere al periodo no, riflettendo su quanto l'amicizia sia importante per me e magari pensando ad un bel MEME da far girare. Le parole che Luca ha scritto in occasione di un evento di qualche giorno fa    riproposte oggi,  inducono a pensare a quanto sia importante poter contare su amici veri e su quanto sia fondamentale proteggerli e averne cura. Sempre considerando il fatto che, secondo me, gli amici veri si contano sulla punta della dita di una mano.

Ditemi: cos'è un amico secondo voi?

                              PS: GRAZIE LUCA.


"Un amico e’ chi sa godere dei tuoi successi e starti accanto negli insuccessi. Chi non ha bisogno di chiederti come stai perché lo capisce dal tuo tono di voce. E se tu non te la senti di raccontare resterà muto e ascolterà il tuo silenzio. Saprà riempirlo mentre ti resta accanto. Un amico a volte sbaglia come tutti gli esseri umani e non è diverso da te. Ma saprà trovare il modo per perdonare e farsi perdonare. Un amico ti fa sempre il regalo giusto perché ti vede col cuore. Con un amico puoi discutere fino al mattino e rimanere della tua opinione come lui della sua. Ma saprà apprezzarti proprio per questo. Un amico e’ la spalla di cui abbiamo sempre bisogno per affrontare il mondo"(Mariellaesseci)

03 ottobre 2015

La fase negativa continua.



immagine presa dal web




L'autunno è cominciato da pochissimo ma come mai ho l'impressione che il grigio dominante  ci sia sempre stato? E che l'estate sia uno sbiadito ricordo che ritorna solo grazie alle foto postate su IG? Soprattutto dove sono quegli ottobre deliziosi dal clima quasi primaverile da cui lasciarsi cullare mentre lentamente si arrivava al Natale? 

Tutto scomparso? Tutto fagocitato da un tempo opaco e tristemente perenne?
Insomma, guardo i vetri delle mie finestre rigati dalla pioggia e mi tornano in mente le passeggiate e le scampagnate ottobrine, i funghi, le castagne i boschi da domare... e tutti quei colori che sono come balsamo lieve per l'anima.

Si corre, ho già visto le prime luminarie e le prime renne, mi sono venuti dei brividi lunghissimi alla schiena...


Poi ci  si mette pure il mio pc.
Dopo avere fatto l'ultimo aggiornamento MAC non funziona quasi più niente.
Non posso commentare nè sul mio blog  nè su quello di altri. Riesco solo tramite cellulare e questo riduce di parecchio i commenti che per forza di cose diventano brevi. Per non parlare della mia pazienza visto che il telefonino si diverte a farmi passare per un'emerita ignorante, mangiando o trasformando parole e senso.


Se sono in fase di creazione nuovo post è impossibile  inserire link o altro.
Devo aiutarmi col cellulare per inserimenti vari e tutto a questo punto diventa farraginoso e lunghissimo.
immagine presa dal web
Le foto che vorrei postare restano in alto e per collocarle al posto giusto devo trascinarle manualmente.

Insomma è diventato tutto molto difficoltoso.
Se si unisce pure il fatto che in questo periodo sta continuando ad andare  tutto storto ecco, questa è la goccia che fa traboccare il vaso.

Cosa fare?
Mi hanno detto che potrei tornare all'ultimo back up prima dell'aggiornamento.
Ma io sono abbastanza capra e ho paura di fare un gran casino. Allora ho cominciato a salvare foto e altro su un disco esterno. Pure questa cosa va avanti lentamente.

Poi mi toccherà portarlo in assistenza il mio pc.

E intanto guardarmi intorno per vedere se sia il caso di comprarne uno nuovo.
Uffa.