AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

16 maggio 2017

I MIEI INCIPIT PREFERITI.

Ero partita con l'idea di parlarvi della mia breve vacanza nelle Langhe. E invece, questa sera, mi sono ritrovata ad accarezzare uno dei miei libri preferiti. In senso letterale intendo. A voi non succede mai?
E ho riletto le righe iniziali del primo capitolo: il famoso "incipit". In un solo attimo mi è tornato tutto in mente: la magia e l'incanto delle atmosfere che fanno da preludio ad un romanzo, che poi, riesce a trascinarti con sé ad altissima velocità. Quasi senza accorgermene ho rivissuto la prima volta che mi ci sono avvicinata.
La magia di un incipit perfetto è qualcosa che non riesco a descrivervi per bene, ma sono sicura che ognuno di voi sa bene di cosa parlo e di quanto sia importante per far sì che il libro ci catturi e ci leghi a doppio filo. Un incipit brutto, fa cascare le braccia, ci irrita, ci costringe a chiudere il romanzo pronto ad essere  dimenticato  in un angolo. 
Allora ho deciso di fare una lista dei miei incipit preferiti. 

8) Da Il giovane Holden di J.D. Salinger.
"Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com'è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne. Primo quella roba mi secca, e secondo, ai miei genitori gli verrebbero un paio d'infarti per uno se dicessi qualcosa di troppo personale sul loro conto."

7)Da L'Isola di Arturo di Elsa Morante.
"Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo a informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiosa della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato pure da un re dell'antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli."

6) Da Pastorale Americana di Philip Roth.
"Lo Svedese. Negli anni della guerra, quando ero ancora alle elementari, questo era un nome magico nel nostro quartiere di Newark, anche per gli adulti della generazione successiva a quella del vecchio ghetto cittadino di Prince Street che non erano ancora così perfettamente americanizzati da restare a bocca aperta davanti alla bravura di un atleta del liceo. Era magico il nome, come l'eccezionalità del viso. Dei pochi studenti ebrei di pelle chiara presenti nel nostro liceo pubblico prevalentemente ebraico, nessuno aveva nulla che somigliasse anche lontanamente alla mascella quadrata e all'inespressiva maschera vichinga di questo biondino dagli occhi celesti spuntato nella nostra tribù con il nome di Seymour Irving Levov."

5) Da La vita davanti a sé di Romain Gary.
"Per prima cosa vi posso dire che abitavamo al sesto piano senza ascensore e che per Madame Rosa, con tutti quei chili che si portava addosso e con due gambe sole, questa era una vera e propria ragione di vita quotidiana, con tutte le preoccupazioni e gli affanni. Ce lo ricordava ogni volta che non si lamentava per qualcos'altro, perché era anche ebrea. Neanche la salute era un granché e vi posso dire fin d'ora che una donna come lei avrebbe meritato un ascensore."

4)Da Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov.
"Nell'ora di un caldo tramonto primaverile apparvero presso gli stagni Patriarsie due cittadini: il primo sulla quarantina con un completo grigio estivo - era di bassa statura, scuro di capelli, ben nutrito,calvo. Teneva in mano una dignitosa lobbietta e il suo volto, rasato con cura,era adorno di un paio di occhiali smisurati con una montatura nera di corno. Il secondo - un giovanotto dalle spalle larghe, coi capelli rossicci  a ciuffi disordinati e un berretto a quadri buttato sulla nuca - indossava una camicia scozzese, pantaloni bianchi spiegazzati e un paio di mocassini neri."

3) Da Tu mio di Erri De Luca.
"Il pesce è pesce quando sta nella barca, È sbagliato gridare che l'hai preso quando ha solo abboccato e senti il suo peso ballare nella mano che regge la lenza. Il pesce è pesce solo quando è a bordo. Devi tirarlo all'aria dal fondo con presa dolce e regolare, svelta e senza strappi. Altrimenti lo perdi. Non ti agitare quando lo senti sfuriare là sotto, che sembra chissà quanto grosso dalla forza che mette a sviscerare l'amo e l'esca dal corpo. Nicola mi ha insegnato a pescare. La barca non era sua, era di zio, il mio. Nicola l'usava durante l'anno, poi iniziava la buona stagione e allora faceva da marinaio a zio le domeniche, le ferie d'estate."

2) Da Cent'anni di solitudine di Gabriel García Márquez.
"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome e per citarle bisognava indicarle col dito."

1) Da Il piccolo principe di Antoine De Saint-Exupéry.
"Domando perdono ai bambini di avere dedicato questo libro a una persona grande. Ho una scusa seria: questa persona grande è il miglior amico che abbia al mondo. Ho una seconda scusa: questa persona grande può capire tutto, anche i libri per i bambini; e ne ho una terza: questa persona grande abita in Francia, ha fame, ha freddo e ha molto bisogno di essere consolata. E se tutte queste scuse non bastano, dedicherò questo libro al bambino che questa grande persona è stato. Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano). Perciò correggo la mia dedica: a LEONE WARTH quando era un bambino."

Fuori graduatoria c'è Se questo è un uomo di Primo Levi. Proprio oggi ho letto che in Siria sono stati costruiti dei forni crematori per eliminare per sempre ogni traccia delle migliaia di morti di quell'assurda guerra civile. Come ripeto spesso, noi uomini non impariamo mai nulla dalla nostro passato. Ecco allora, quella meravigliosa e allo stesso tempo terribile preghiera che è monito per tutti noi uomini. Affinché sia impossibile dimenticare. L'incipit di tutti gli incipit.

immagine presa dal web


Questa lista è assolutamente relativa, mentre scrivevo continuavano a venirmi in mente altri libri altri incipit. Ma non volevo farla troppo lunga. Ora aspetto i vostri.



49 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie Daniele. E i tuoi? Ricordi in particolare l'incipit di qualcuno dei tuoi romanzi preferiti?

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  2. Che meraviglia! *_* Scelte che mi piacciono e alcune mi emozionano, da Salinger passando per Bulgakov fino a Levi.
    Tu, mio di Erri è un piccolo gioiello, pieno di vita e profumi e atmosfere!
    Riporti anche l'incipit di uno dei romanzi "americani" contemporanei per antonomasia: vero amore per P. Roth e lo Svedese!
    Io ho una incapacità cronica di ricordare frasi, incipit e via così -_-
    Per cui, ne inserisco uno soltanto, che mi piace particolarmente per quel che poi verrà :D

    Eccoli. Sono in sette. O per meglio dire, una mezza dozzina all'incirca, che da più libertà di manovra. Faticano a risalire le dune, arrancano nella sabbia, bisticciando, lamentandosi, desiderosi di compassione, desiderosi di essere altrove. Questo più di tutto: essere altrove. Non c'è altrove, per loro. Solo qui, in questa piccola cerchia.
    «Sbandata!»
    «Sbandamento.»
    «Bagnarola di una…»
    «Io l'avevo detto, l'avevo.»
    «È una sensazione talmente strana.»
    «Quel capitano dei miei stivali.»
    «E sì che gliel'avevo detto.»
    «Ma che escursione.»
    «Ascoltate!»
    Alle loro spalle la barca inclinata, incagliata in un banco di sabbia, riversa a dritta come un'ubriaca, panciuta, tutta un cirripede, tradita da un'onda anomala o da uno scherzo della marea e dagli errori di calcolo di un comandante alticcio. Hanno dovuto camminare nell'acqua bassa per guadagnare la riva. Così le cose hanno inizio. È una mattina di fine maggio. Il sole splende allegro. Come soffia il vento! Un piccolo mondo sta venendo alla luce.
    Chi parla? Io. Piccolo dio.

    Da Isola con fantasmi di J. Banville

    Ciao e buona settimana, un abbraccio! ^_^

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    1. Che bella chicca Glò. Mentre ti leggevo pensavo che questo post può essere un "post" di libero scambio tra libri preferiti.
      Ad esempio non ho mai letto "Isola con fantasmi" e mi sono segnata titolo e autore.
      Su De Luca non potresti trovarmi più d'accordo, ero indecisa tra vari titoli, alla fine ho scelto uno dei primi letti, quello che mi ha resa schiava della sua scrittura per sempre.
      Un abbraccio a te!
      Bacio

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  3. Quando parliamo di incipit.. io impazzisco per questo:
    "Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa"

    Ma anche per uno dei miei amori indissolubili..
    "I gradini da salire sono trentasei, di pietra, e il vecchio li sale lento, con circospezione, quasi li raccogliesse uno ad uno per spingerli al primo piano" (A. Baricco La Sposa Giovane).

    Come fai a smettere di leggere poi, come fai?...

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    1. Ciao! Come dicevo sopra a Glò questo post mi sta riservando bellissime sorprese. Non ho letto né l'uno né l'altro dei romanzi di cui hai trascritto l'incipit. E tralasciando Calvino che è una carenza da riempire, devo dire che forse e dico forse prenderò in biblioteca Baricco. Hai visto mai? ahahahah
      Un bacio.

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  4. Effettivamente per un buon libro è importante anche se non soprattutto l'incipit, che deve "rapirci" dall'inizio. Molto belle le tue scelte, anche perchè non conoscevo tutti i titoli e, quindi, mi hanno interessato, e incuriosito :)

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    1. Mi fa piacere Mauri, se qualcuno di questi libri ti ha incuriosito. Se non lo hai letto, parti da Romain Gary. Poi mi dirai...
      Ti abbraccio forte...

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  5. Grandi Speranze
    Poiché il cognome di mio padre era Pirrip, e il mio nome di battesimo Philip, la mia lingua infantile non riuscì mai a ricavare dai due nomi nulla di più lungo o di più esplicito di Pip. Cosi presi a chiamarmi Pip, e Pip finii per essere chiamato.

    Avevo circa 10 anni quando mi regalarono "Pip grandi speranze"
    Gia avevo letto molti libri per bambini, ma fu questo romanzo di Dikens
    che fece di me un'appassionata lettrice
    Cri

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    1. Ciao Cristiana! Mentre ti leggevo, mi sono domandata come ho fatto a non inserire Dickens! Uno dei miei autori preferiti. Ma penso che a quel punto la lista sarebbe divenuta infinita!
      Comprendo benissimo come i primi libri che si leggono da bambini restano poi quasi impressi nel nostro Dna e perché! I miei primi libri sono stati Piccole donne e il Circolo Pickwick, avevo poco già di cinque anni e li leggevo in camera alla luce di una pila. Forse questo spiega il mio grande amore per Dickens e per la lettura. E anche il fatto che "sono cecata" ahahah
      Un abbraccio!
      Grazie!

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    2. Sai che anch'io mi mettevo a leggere, tutta coperta, sotto il mio tavolo per evitare quel continuo "spegni la luce!2 A volte ne ho approfittato per leggere libri non molto adatti alla mia età (7/8 anni) passatimi da un'amica che aveva una madre meno 'controllore'.
      Contraccambio l'abbraccio.
      Cri

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  6. Hai ragione: ho sempre posto una cura particolare per i miei incipit, che sono come l'ingresso di un appartamento. Se troppo buio fa paura, se troppo colorato indispettisce, se lascia intravedere qualcosa di quello che nasconde il resto dell'appartamento ti invoglia ad entrarvi.
    Non trascriverò i miei tre incipit e nemmeno quello dei non ancora pubblicati.
    Per quel che riguarda quelli che tu elenchi quoto al primo posto assoluto Márquez, poi Levi quasi alla pari.
    Sì scopriremo orrori infiniti quando si potrà sapere tutto sulla Siria. Ma non si tratta -sembra- di un'organizzazione bestiale com quella nazista: mancano le camere a gas e i bruciatori servono solamente per fare sparire cadaveri, per non farli trovare più.

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    1. Sì, credo sia uno degli scogli più difficili per voi autori. Parlando con amici scrittori so che è il vostro peggior spettro. Poi, se è quello giusto, il resto sembra quasi che vada da sé.
      I personaggi prendono vita e tutto scorre come acqua di torrente.
      Non ho capito perché non trascrivi almeno uno dei tuoi incipit pubblicati. Sarebbe bello...
      Sulla Siria sì, avevo letto che sono solo per far sparire i morti in modo che tutto, senza prove, possa essere considerato mai successo.
      Del resto i tedeschi prima li ammazzavano con i gas e poi facevano sparire le tracce dei cadaveri infilandoli nei forni.
      Questi invece, li ammazzano sommariamente e poi provvedono alla "pulizia" definitiva. Un po' come in Pulp Fiction. Ricordi il film?
      Aspetto l'incipit.
      Ciaooooo

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    2. Come potrei dirti di no?
      Incipit di Martedì dopo l'autunno.
      "Tutto quel che riuscivo a vedere di lui, il grasso sedere bianco, mi arrivava giusto giusto davanti alla faccia.
      Dormiva sulla branda superiore del letto a castello, a testa in giù e culo per aria. Da un pezo mi avevano chiuso la porta dietro alla schiena, e da allora stavo lì impalato a tenergli d'occhio il deretano, reggendo sugli avambracci l'occorrente per il mio soggiorno: un cuscino, due lenzuola, due coperte e sopra, in bilico, una tazza, due piatti e cento altre cianfrusaglie.
      Il grasso sedere fece un brusco movimento ed ebbi paura che mi precipitasse addosso.
      Mi spostai di un passo e tazza, piatti e cianfrusaglie rovinarono a terra.
      Dal letto scaturì una fragorosa cascata di bestemmie che si correvano dietro l'una all'altra, alcune nuove di conio e di eccellente concetto. Fu il mio primo apprezzamento su di lui. Positivo, visto che da sempre suddivido gli uomini in due categorie: da una parte quelli che bestemmiano subito, da un'altra quelli che invece contano almeno fino a cinque prima di cominciare a bestemmiare. Io appartengo al primo gruppo, e anche lui stava dalla parte giusta."

      Incipit di "Francoforte sul Meno andata e ritorno"
      "Sapeva di sognare. Tentava di svegliarsi senza mai riuscirci. Quel sogno era il suo tormento sin da quando era giovane: c'era qualcuno che lo inseguiva, lo sentiva ansimare sempre più da presso, ma non riusciva a vederlo. Le gambe gli diventavano pesanti e poteva muoverle molto lentamente, come se fossero impantanate nella mota.
      Ogni volta gli sembrava di ripetere la stessa scena al rallentatore: sentiva l'inseguitore ormai vicinissimo, ma per quanti sforzi disperati facesse non riusciva a muovere le gambe velocemente. Alla fine crollava esausto a terra e la bocca gli si riempiva di terriccio e di qualcosa d'altro che cercava di strappare subito fuori, senza riuscirci: erano capelli, oppure erba o crini di cavallo. Più ne tirava fuori più la bocca ne era di nuovo piena. Dovevano essere proprio crini di cavallo, perché da piccolo lo facevano sempre dormire sopra un materasso di crini di cavallo per via della sua schiena, ch era allora un po' debole, e ogni tanto se ne trovava un paio in bocca, duri come quelli del suo sogno."

      Incipit di "Sebastiana cambia pelle"
      Continuava a guardare le schegge di vetro di un'anta della cristalliera, che suo marito aveva spaccato con un cazzotto prima di uscire. Guardava quelle schegge sparpagliate sul pavimento ai suoi piedi e si chiedeva quando, come e perché le si fosse incominciata a incasinare la vita. Con uno spazzolone e la pattumiera Sebastiana aveva raccolto i vetri. Su qualche frammento c'erano tracce di sangue. Ancora sangue, come quattro anni prima a Bibione.
      Tutto per colpa di un maledetto giornale sportivo. I quindici giorni di vacanza finivano alle dieci di quel sabato mattina; le due macchine erano ormai cariche a dovere di valige e pacchi assortiti, quella di Sebastiana in pole position davanti al cancello della villetta dove avevano soggiornato due settimane, quabdo suo padre aveva deciso di andare a comperare il suo giornalaccio color rosa.
      -Un minuto e torno.
      Era sparito veloce dietro l'angolo del bar più vicino: l'edicola era proprio di fronte, dall'altro lato della strada. Sebastiana aveva allargato le braccia fissando sua madre, già seduta all'interno della seconda macchina accanto al posto di guida vuoto.
      Uno stridore di freni e di ruote che si aggrappano all'asfalto, un botto e un silenzio innaturale. Poi tutti che accorrevano, certamente per curiosare. Si era mossa anche Sebastiana per portarsi via suo padre, che di sicuro stava in prima fila.
      In primissima, si poteva dire al centro della scena, disteso in terra in modo scomposto e a ginocchia incrociate. Quello aveva visto Sebastiana: un mucchio di gente sgomenta e suo pdre demolito, con la faccia controun marciapiedi di travertino."
      Contenta? Ciaooooo.

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    3. Spero di essere stata attenta.
      Ci tengo a dirti che, come sai bene, mi piacerebbe leggere i tuoi romanzi. Sai che ho provato a recuperarli in internet ma sono esauriti da molto tempo, per cui mi sono arresa.
      Il primo incipit da "martedì dopo l'autunno" l'ho trovato molto Bukowskoniano. La stessa sfacciataggine, il menefreghismo verbale, l'ironia velenosa.
      Il secondo incipit tratto da "Francoforte sul meno andata e ritorno" mi ha angosciato. Le tue paure, l'idea che qualcosa possa impedirti di dire quello che pensi sembra il filo conduttore. Anche qui l'intelligente ironia velenosa del precedente.
      Il terzo incipit tratto da "Sebastiana cambia pelle" mi ha buttato in faccia tutto il dolore di una violenza familiare, che sia fisica o psicologica. In ogni caso, distruttiva. Tra tutti e tre, il primo che leggerei.
      Contentissima e scusa il ritardo, ma sto imparando a prendermi il tempo necessario per tornare qui nella mia forma migliore.
      Abbraccio circolare e grazie.

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  7. Bella carrellata di incipit. Uno dei più divertenti che ho incontrato e di un libro di Antonio Amurri:
    Dio disse: “Sia il tuono!”. E fu creata mia moglie.
    Non vorrei mi si accusasse d’irriverenza, ma non vedo altra via se non quella della genesi per dare un’idea dell’apocalittica ineluttabilità che sembra aver sovrainteso alla creazione di colei che già durante la cerimonia nuziale, esclamando il suo “sì” soprattono, mi si palesò come la futura scassatimpani che, in effetti, col tempo è diventata.

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    1. Ed ecco un altro titolo che segno e che cercherò in biblioteca. Mi sembra dissacrante e divertente al punto giusto, chissà il resto.
      Grazie, smack!

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  8. I buoni propositi non mancano mai
    Il mio abbraccio
    Maurizio

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    1. Certo Maurizio. Non so nello specifico a cosa ti riferisci, ma concordo in generale.
      Buona serata!

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  9. Primo Levi è Primo Levi e su questo non si discute.
    Ti salvo Pastorale Americana, Il piccolo principe, Cent'anni di solitudine e Tu mio.
    Mi piacciono molto anche gli incipit della Divina Commedia (Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita...), Assassinio sull'Orient Express (Erano circa le 5 di una mattina d'inverno, in Siria.) e tanti altri.
    Comunque mai farsi condizionare da un incipit non proprio strabiliante, perché si possono perdere delle vere chicche.
    Un abbraccio.

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    1. Ahahah, mi salvi quattro libri! Ti adoro!
      Scherzi il nostro Dante? Anche io ne vado pazza...
      Per non parlare di Agata, uno dei miei gialli preferiti. Ma, come dicevo, se avessi voluto mettere in lista tutti quelli che avevo in mente, sarei ancora lì a scrivere. E invece è bello leggere i vostri e confrontarmi e scoprire letture e autori che non conoscevo.
      Sugli incipit non sono molto d'accordo, di solito i libri loffi lo sono fin dall'inizio e alla fine restano quello che sembravano: loffi.
      Ti abbraccio forte.

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  10. Hai scelto degli ottimi incipit. Ci aggiungerei il mirabile incipit di Orgoglio e pregiudizio, per altro.

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    1. Ciao Luz. Hai assolutamente ragione. Altro libro che amo. Come fare a decidere cosa inserire? Sai che ho lasciato fuori dall'elenco Harper Lee e il suo Il buio oltre la siepe, uno dei miei libri feticcio, di quelli che porterei anche su di un'isola deserta assieme a Levi e al Piccolo principe?
      Mi è venuto in mente mentre scrivevo il pezzo e non volendo andare oltre gli otto titoli è rimasto lì, ma Scout, Jem e Atticus sono incisi sulla mia pelle.
      Abbraccio.

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  11. Begli incipit e bell'idea.
    Adesso ci penso e poi torno e ti dico. :)

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    1. E io ti aspetto ;) Smack.

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    2. Non ci ho ancora pensato Mari ma ieri sono stata al salone del libro, sono tornata scoppiata e oggi son di nuovo qui con la schiena a tocchetti grrrrrrrrrrrrrrrrrr diventare vecchi!!!!
      Un incipit che mi ha colpito come un pugno, non dico che mi sia piaciuto, ma che non dimenticherò facilmente, è quello di Giorgio Faletti in appunti di un venditore di donne.
      Io lo scrivo sotto se poi non va bene... censura! ahahahahaha La colpa però non è mia!

      Giorgio iniziò così il romanzo: "Mi chiamo Bravo e non ho il ca**o!"
      Secondo te, ìun incipit del genere, che piaccia o meno, si dimentica??????
      Bacio stella!

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    3. Ciao Pat, non ho mai letto Faletti.
      Non so perché, non mi ha mai interessato.
      Ahahah e come si fa a dimenticare un incipit del genere?
      Sei stata al Salone? Bravissima. Sono curiosa di leggere che acquisti e che incontri hai fatto. Attenta alla tua schiena, evidentemente ti sei strapazzata tanto.
      BACIONE.

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    4. Lasciamo perdere la schiena.. 🤐
      Ho fatto acquisti ma soprattutto ho conosciuto Frsncesca del blog ioscrivodi notte 😊😊😊
      Per il resto c'era tanta di quella gente che girare era faticoso davvero.

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    5. Eh, lo so che hai conosciuto la Franci!

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  12. Conosco solo quello del giovane holden

    Notevole, devo dire

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    1. Assolutamente sì.
      Ma qualcosa che ti è piaciuto in particolar modo?

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    2. Di quell'incipit? Io ho questo ricordo: dopo aver letto quelle righe e quelle successive capii che sarebbe stato un gran romanzo. Lo lessi di un fiato. E fui stupito dalla sua attualità (sai che io faccio fatica a leggere libri ambientati nel passato), quello è un libro eterno. Potrei anche rileggerlo.

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    3. Intendevo qualche altro romanzo (di quelli letti da te) di cui ti sono rimasti impresse le prime righe).
      Su Holden sono d'accordo.
      PS: io l'ho riletto due volte.

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    4. se mi dici qual'è il contrario di incipit te lo dico:-)

      i romanzi generazionali di solito aprono e chiudono alla grande. ho in mente come chiude "tutti giù per terra" di Brizzi

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    5. Mai letto. E mi hai incuriosito.
      Qual è il contrario di incipit? Conclusione :-)

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  13. Mai fatta una classifica degli incipit, tanto meno dei finali, però capisco l'angoscia dello scrittore quando deve crearli. È come sviscerare l'impossibile!
    Ecco, se ci penso un solo incipit lo adoro sul serio ed è quello di Canto di Natale:
    "Tanto per cominciare, Marley era morto.".
    Geniale.
    Un abbraccio e buona lettura!

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    1. Ciao Franny, allora ti è piaciuta come idea?
      Ecco ancora Dickens. Accidenti a me che l'ho lasciato fuori ahahahah
      Abbraccio a te!

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  14. Carissima Mariella sai che in questi giorni ho appena riletto(a distanza di anni) 'Se questo è un uomo' e 'La tregua'?Trovo l'incipit di quest'opera,secondo il mio giudizio toccante e sempre attuale..purtroppo..
    l'uomo non fa che ripetere gli errori del passato,cancella la memoria della storia..eventi allucinanti come quelli di cui tratta l'opera di Primo Levi non sarebbero dovuti accadere mai più...e invece assistiamo impotenti ad una sorta di replica con un ripetersi di atrocità che l'uomo non dovrebbe conoscere!Concordo con te nell'affermare che quello dell'opera di Levi sia l'incipit di tutti gli incipit,provo però tanta amarezza nel constatare quanto,nella realtà,questo monito rivolto all'umanità intera venga ignorato.
    Bellissimo l' incipit de'l'isola di Arturo,opera che ho letto in passato e più di una volta,mi piaceva tantissimo!Ho letto anche' Cent'anni di solitudine'ma ai tempi ricordo di non averlo apprezzato,dovrei rileggerlo per eventualmente rivalutarlo,per quanto il mio genere sia più che altro quello storico o comunque realistico...
    Un bacione e grazie mille per il post..
    Rosy

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    1. Cara Rosy, come non condividere tutto quello che hai scritto. Stai rileggendo Levi? Pensa che il libro di cui parli è sempre sul mio comodino. Sta lì perché a volte capita che io senta il desiderio di rileggerne qualche pagina, per trovare conforto nell'idea che tutto ciò che è stato non si debba più ripetere. Peccato che, come dici giustamente tu, il monito di Levi è costantemente ignorato.
      Ti consiglio di rileggere Márquez, forse non eri pronta in quel momento. Ti auguro di arrivare fino in fondo alla sua magia, passando per il suo mondo fantastico e onirico, fino ad arrivare al centro, alla bellezza ineguagliabile delle sue parole, vivide come immagini. Lo amo profondamente è stato e sarà il mio autore del cuore.
      Sono io che ringrazio te per il bel commento e per la tua presenza. Un abbraccio grande.

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  15. L'incipit di "Sequesto è un uomo" è in assoluto, per me, il più catturante, diretto e riassuntivo; è un condensato di quello che andrai a leggere ed è, aggiungerei, ..."quasi poesia".
    Un abbraccio Mary.

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    1. Ciao Pino, sono d'accordo. E' poesia. Devastante, ossessiva, amara, dolorosa, universale.
      Ti abbraccio anche io.

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  16. Magari me ne ricordassi uno!!! Non rileggo mai un libro anche se molto amato...

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    1. Ciao Elisa, nemmeno io li ricordo bene tutti, (conosco a memoria quello di Levi e quello di Marquez) ma ricordo le sensazioni uniche che leggendoli avevo provato.
      Io rileggo i libri amati, li accarezzo, li sfoglio, innumerevoli volte.
      Un abbraccio.

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  17. Originale idea...facile da rubare...
    Abbraccio grande Mari.

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    1. Beh, se vuoi rubare l'idea (basta che citi il blog a cui hai rubato ahahah) fai pure!
      Anzi, mi farebbe piacere che questo post girasse, in modo da leggere tanti incipit e scoprire altri autori e romanzi che non ho mai letto.
      Bacio.

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    2. Mariella non sono io a rubare...bacio a te.

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  18. Ciao Mariella, scusa se passo poco sul tuo blog ma siamo a maggio e la scuola chiede il suo tributo!!!
    Bello questo post, se non avessi la testa piena di greco e latino riuscirei anche a citare qualcuno fra i miei incipit preferiti ma mi accontento dei tuoi che sono bellissimi.
    Un abbraccio!

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    1. Ma Lucrezia, di cosa ti scusi!
      Io ti capisco bene, so cosa vuol dire studiare quelle "maledette" lingue morte!
      Tranquilla, mi fa piacere se passi e se ti è piaciuto il post.
      Un abbraccio e alla prossima!

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Non conosco nulla al mondo che abbia tanto potere quanto la parola. A volte ne scrivo una, e la guardo, fino a quando non comincia a splendere.
(Emily Dickinson)