AVEVO SAPUTO QUEL GIORNO CHE LA SCRITTURA ERA CAMPO APERTO, VIA D'USCITA.
(ERRI DE LUCA - IL PIU' E IL MENO)

19 febbraio 2018

19 FEBBRAIO.




Vorrei scusarmi con te se, negli ultimi tempi, ti ho trascurato.
Oggi è il tuo compleanno.
E mi ricordo come ci siamo conosciuti, quasi quarant'anni fa.
Tornavo da scuola intorno all'una. Il pranzo era sacro che ci fosse o meno mio padre e a quell'ora dovevamo essere tutti a tavola.
Frequentavo la scuola media e tornavo a casa assieme a mia sorella più piccola di un paio di anni.
Si mangiava intervallando il pasto raccontando la giornata scolastica; uno dopo l'altro. 4 figli e 4 racconti.
Ad un certo punto le voci tacevano e si accendeva la radio; la sintonizzavamo su di una delle radio locali della mia città, le radio libere.
Sempre alla stessa ora, lanciavano uno dei siparietti comici da cabaret di un trio campano, composto da attori giovani e molto bravi.
E noi ragazzi, tutti intorno al tavolo, restavamo in silenzio, ad ascoltare e ridere delle miserie umane che i tre attori mettevano in scena.
Conoscevamo le battute a memoria, esercitandola meglio che con il ripetere le poesie della scuola.
Sembrava burla, cosa da poco  ma era poesia.
Indimenticabile e indimenticata.

Voglio ricordarti con una delle  tue battute più importanti e significative, tratte da Non ci resta che piangere il tuo primo film:

Marta - quando c'è l'amore c'è tutto.

Gaetano - "No chell'è 'a salute".


Già la salute, il tuo terrore, il filo conduttore della tua breve vita.

Ci hai donato tanto e ora ti immagino lassù a cantare e scherzare assieme ad uno dei tuoi più cari amici, Pino.

Lui suona la chitarra e tu canti una delle canzoni più belle al mondo.

Ciao Massimo, buon compleanno.





16 febbraio 2018

FRANKEN - MEME DI NOCTURNIA 2017.







La cara PAT di Mirtilla'shouse mi ha nominato donandomi  il premio ideato da Nick Parisi  nel suo blog con questo POST.

                    FRANKEN-MEME DI NOCTURNIA 2017

In che cosa consiste il premio?

Noi prescelti dovremo nominare altri blog che nel corso dell'anno ci sono piaciuti e che secondo il nostro incontestabile giudizio, sono meritevoli del premio. Io ne citerò solo uno per categoria, per puntare meglio i riflettori.

I premi sono divisi in diverse categorie ed eccole:

Categoria: I MUST

POSTODIBLOGGO dell'amico Franco. Non sono sicura che porterà avanti il meme ma io amo molto il suo spazio dove si discute con competenza e ironia di cinema come di poesia, di attualità come di televisione. E di affetti, viaggi, vita. Sempre con parole misurate e competenti, mai strillate o prepotenti.


Categoria: MENZIONE D'ONORE

VINCENZO IACOPONI del mio amatissimo Enzo Iacoponi. Non potrei fare a meno delle sue poesie, della sua coerenza, della sua arte. Impossibile per me pensare allo spazio virtuale senza di lui. Enzo sarebbe anche il the best for me. Magari potremmo aggiungere una nuova categoria dal  prossimo anno.

Categoria: LE NEW ENTRY

Qui sono molto indecisa perché negli ultimi tempi mi sono affacciata in diversi luoghi nuovi, approcciandomi a loro quasi in punta di piedi. Ma dovendo sceglierne uno, cito CARA LILLY. Maris è una persona stupenda che prendendoti per mano ti accompagna nel suo mondo grazie ad un diario virtuale e ogni volta ti commuove e ti emoziona.
Ci sarebbero tante nuove amiche come Paola, Cristiana, Mirtillo, Sciarada, Sinforosa, Lucrezia, Ofelia, Francesca, Anna B. che, per me, meriterebbero tutte quante un premio e spero di avere altre occasioni per loro.

Categoria:I MERITEVOLI DI EMERGERE

Il blog di Pia è un luogo quasi mistico. I pensieri, la bellezza, la serenità delle sue parole, riempiono il cuore e lo spirito. Semplicemente una gran bella casa dove sostare.

Categoria:HIGHLANDERS

Ahahahah qui non ho dubbi: MIRTILLA'SHOUSE. Chi altri?

Categoria:BLOGGER TORNA SUL BLOG

RIGHE LIBERE di Maurizio.  Credo di interpretare il pensiero di parecchi di noi se dico che spero di rivederlo prossimamente a casa sua e nelle nostre. Caro Mauri, sentiamo molto la tua mancanza. Torna presto.

Categoria: DESAPARECIDOS

In questa categoria non me la sento di nominare un blog. Il mio pensiero e il mio cuore è assieme ad un meraviglioso ragazzo italo francese che da tempo sta portando avanti una battaglia durissima. E' un vero guerriero ed io spero. Ciao Xavier.


Un abbraccio grande a Patricia per avermi permesso di partecipare a questo gioco, pensando a quanta bella gente ho conosciuto sul web e a quanta ancora ne conoscerò. Grazie a tutti.





13 febbraio 2018

LASCIAR PERDERE.


Oggi è stata una giornata da "affaticamento intenso". Ma come sono educata.

Nuovi clienti arrivati all'improvviso con milioni di scadenze incombenti e  mentre siamo sottodimensionati.
Respiro.

Una giovane collega da istruire e seguire. Fare da tutor non è semplice soprattutto se non si ha manco il tempo di pensare.
Respiro.

Sia la mattina che la sera Trenord decide di sopprimere la metà dei treni in programma. Così arrivo tardi in ufficio e a casa.
Respiro.

Dopo cena faccio partire la lavastoviglie ed ecco: non va più.
Dopo averla liberata di tutto il fattibile, smontato e rimontato quel che potevo e  senza risultato, l'abbandono. Domani mi rivolgerò all'assistenza. Sperando che non sia arrivata la sua fine; è una compagna fedele da oltre 18 anni. La svuoto e lavo tutto a mano. l'asciugo bene e richiudo.

Giornata finita? Si spera.
Respiro ma non basta.

E vaffa... va!


opps...
mi sento meglio!



10 febbraio 2018

IL FESTIVAL DI BAGLIONONE.



Immagine presa del web






Inutile nicchiare su questo punto, perché pure solo lanciando un'occhiata alla tele, tutti abbiamo visto il Festivàl della Canzone Italiana edizione n.68.
Da sempre Festival di Sanremo.
Quest'anno però, c'è stata una svolta radicale: il santo da ricordare e da ringraziare non è quello ligure ma un conosciutissimo santo romano da  cinquant'anni sulla cresta dell'onda.
San Baglioni.
Per cui mi tocca. il mio blog è anche  casa sua visto che nasce prendendo il nome da una bellissima  e per me tanto speciale canzone che gli appartiene.
Ho guardato tutte le serate  cercando di non cedere al sonno visto la lungaggine ma non è una novità: lo faccio sempre. L'ho visto in tempi buoni e in tempi bui e non l'ho mai negato. Sono nazional popolare quanto lui.
E però anche questa definizione, il NUOVO direttore artistico l'ha stravolta. Da oggi in poi ci si riappropria della musica e il festival diventa popolar nazionale.
Che poi, sta prima finezza non l'ho mica capita.
Il "Dittatore artistico" come è stato definito dalla stampa e dal suo amico Fabio Fazio, ha fatto il miracolo.
Dopo tre edizioni di Conti ci si aspettava una tendenza al ribasso, un festival figlio di un dio minore.
Ma non bisognava però darlo in mano a Baglioni.
Il personaggio più puntiglioso, precisino, presuntuoso, orgoglioso, rompiglioso,  che la storia  musicale italiana  ricordi.
Che, con la scusa di celebrare i cinquant'anni di carriera, lo ha trasformato nel suo personale Inno alla gioia.
Più che il festival delle canzone italiana  mi è parso il festival delle sue canzoni.
I brani di repertorio ce li ha propinati in tutte le salse, da solo o in compagnia. Troppo Baglioni e poco altro? E la gara? Quasi in secondo piano. Scelta azzardata sembrerebbe. Ma pare che ci abbia azzeccato, facendo in modo che la musica si riappropriasse di quel palco al posto dei fiori e degli eccessi di protagonismo, a parte il suo. E alla fine tutti gli artisti in gioco sembrano contenti. Complice anche il fatto che le canzoni quest'anno hanno rotto gli argini di durata e tutti si sono potuti permettere una performance più completa e soddisfacente.

Un festival trasversale, seguito perfino da quei giovani che, solitamente, non distolgono mai l'occhio dallo smartphone e hanno nei confronti della televisione veri e propri conati di vomito.
Il carnevale del cantautore romano è riuscito come un bel soufflé.
Morbido al punto giusto grazie alle grazie e i (troppi) sorrisi della Hunziker. Che da vera "badante svizzera" come l'ha definita Virginia Raffaele, è riuscita con la sua professionalità a rendere meno rigido il padrone di casa notoriamente non il massimo della spigliatezza.
Certo i cambi d'abito non sono stati perfetti, da dimenticare la serata targata Trussardi. Ma stasera si torna ad Armani, ringraziando il cielo e l'immenso stilista.
Generoso ed elegante come Pierfrancesco Favino, che oltre ad essere uno dei più bravi (e fighi) attori nostrani apprezzato in tutto il mondo, è stato una rivelazione grazie alla simpatia spontanea (e qui Baglioni avrebbe tutto da imparare) oltre alla professionalità e competenza. Canta, balla, suona benissimo, divertendosi a rimanere apparentemente in disparte, sapendo bene poi, che se si mette in gioco non ce n'è per nessuno. Lui  si è definito (burlone nun ce provà)  uno che ballicchia, suonicchia e canticchia; magari stasera cucinicchia da chef, chissà.
Per cui Baglioni. Affidandosi all'intelligenza che brilla da sempre in quegli occhi da miope spesso nascosti da una montatura nera, alla lungimiranza e agli ottimi professionisti di cui si è circondato, per esempio ospiti che gli hanno fatto da spalla fin dalla prima puntata, Fiorello in primis e poi Raffaele, Frassica, Morandi, è riuscito a vincere questa sfida.
Ci sono stati anche momenti no, siparietti comici già triti e ritriti che si sarebbero potuti evitare, ospitate al pianoforte tristi e superflue ma nel complesso ci ha tenuto incollati al video fino a tarda notte riuscendo a vincere le riserve di molti irriducibili del "io Sanremo non lo guardo".

Ed io nel mio piccolo ho avuto la "gioia" di vedere alcuni dei miei artisti preferiti duettare con lui.
Da Morandi (eccerto) ai Negramaro che ci hanno ribaltato l'anima  nel riadattamento di Poster, alla versione emozionante di Amore Bello con la Gianna nazionale. Che ad in certo punto lo guardava con così grande adorazione che ho temuto mi piangesse in pubblico! Mi ha stracciato il duetto con Vecchioni. Io una Samarcanda così travolgente non me l'aspettavo.
Non tutti sono riusciti. Se penso a Mille giorni di te e di me cantata con un Antonacci con meno voce del suo solito,  mi incazzo ancora. Oppure La vita è adesso, capolavoro del 1985 data in pasto a Il Volo, giovani cantanti furbetti da poco prezzo, mi domando come abbia potuto...

Citazione a parte merita l'emblema della televisione italiana che dal palco dell'Ariston ha declamato il suo testamento mediatico, ovvero PIPPO BAUDO.
Grazie all'invito di Baglioni è arrivato a presentare il suo 14°mo Festival, commuovendo tutti quelli cresciuti a pane, Pippo e televisione. Io per prima. Per cui, Pippo nazionale, grazie di esistere. Per ieri oggi e domani.

A questo punto mi tocca la classifica e, anticipando i risultati finali grazie alle mie note doti divinatorie, pronostico:

1) Mille giorni di te e di me (nonostante Antonacci)
2) Via (nonostante i primi momenti di incertezza)
3) Strada Facendo (la canta stasera con Nek - ho fiducia)

Premio speciale della critica: Avrai. Duetto con LaLaura nazionale. 
Ho seguito il suggerimento del mio amico Marco.

Ah dite che non è in gara?

Ma siete proprio sicuri, sicuri, sicuri?









03 febbraio 2018

LA PRIMA VOLTA.



La prima volta di ogni cosa.

La prima volta che hai assaggiato un gelato.
La prima volta che hai preso un bel voto.
La prima volta che hai letto il tuo libro preferito.
La prima volta al cinema da solo.
La prima volta ad un concerto.
La prima volta che hai varcato la soglia di casa tua.
La prima volta che hai baciato.
La prima volta che sei stato in vacanza con amici.
La prima volta che hai ricevuto un premio.
La prima volta al lavoro.
La prima volta che hai pianto per amore.
La prima volta che hai pianto per rabbia.
La prima volta che ti sei accorto di essere innamorato.

La prima volta di/che...

Qual è stata la prima volta che ricordate?


E quanto siete cambiati nel tempo da quella prima volta?
C'è ancora bellezza e provate nostalgia per quei ricordi?

Raccontate che sono curiosissima!



29 gennaio 2018

FACEBOOK SI, FACEBOOK NO.






TITOLO: LA MIA FUGA DA FACEBOOK
AUTORE: FRANCESCA A. VANNI
EDIZIONE: STREET LIB
FORMATO: EPUB KINDLE
COSTO: 2,49













Non sono una gran fautrice del mondo FB. Anzi. 
Ho provato in passato a farne parte per un po' ma poi sono scappata a gambe levate.
L'ho trovato un luogo con un groviglio di regole insulse da rispettare e eccessive intrusioni nella tua vita personale. E con un mucchio di obblighi.
Obbligo di avere amici. Anche se magari è gente di cui ti frega meno di meno e che mai nella vita frequenteresti.
Obbligo di appartenere ad un gruppo. Che sia il fan club del tuo cantante preferito o il quello del tuo parrucchiere.
Obbligo ad esprimere un'opinione. Ma se poi dico che trovo assurdo il modo di affrontare una discussione o se sono contraria vengo linciata che manco Giuda dopo il tradimento?
Eh già. La violenza verbale. Sono stata trascinata in discussioni sterili e violentissime fino al mattino.Dalle quali non potevo esimermi di partecipare perché sarei stata considerata una vigliacca.
Non ci ho messo molto a capire che volevo restare libera, che il mondo blog era quello che più si confaceva a me e al mio carattere.

Sappiamo, leggendo le cronache quotidiane, quanto sia pericoloso tutto questo. E quanto male sia in grado di fare anche in maniera definitiva. Quindi, al di là della mia esperienza personale,mi sono chiesta a cosa servisse tutto questo. E perché il mondo subisce un'invasione del genere senza provare a liberarsene.

Alcune delle risposte mi sono arrivate leggendo l'ottimo saggio  di Francesca A. Vanni che vi consiglio.

Francesca parte dalla sua esperienza personale, che è stata molto negativa  e giunge a delle conclusioni interessanti e convincenti.

Un estratto dal suo ebook:

"la prima cosa che si nota entrando in Facebook è un sovraccarico di informazioni...Nel momento in cui si apre l'home page del social network si viene bombardati da mille stimoli che lo si voglia oppure no:notifiche, richieste di amicizia,aggiornamenti, post, commenti, like, pagine a cui dovresti mettere like, gruppi che potrebbero interessarti, pubblicità..."
Già nel 2005 la ricercatrice Susan Greenfield sosteneva che Facebook rendeva i suoi utenti una sorta di zombie cognitivi, poiché sovraccaricandoli di informazioni, generava nei loro cervelli una sorta di dipendenza non dissimile dalla dipendenza dalle endorfine e dopamine".

Ecco la prima risposta: si diventa dipendenti come al cospetto di una qualsiasi droga o alcol. Ed è il motivo per cui è difficile uscirne. 

Ma Francesca va oltre. Partendo dal giorno in cui Zuckerberg creò il social network per vendicarsi della sua ex-fidanzata e ci spiega  come si sviluppò.
Ne analizza i pro (molto pochi) e i contro (davvero tanti). Un'indagine approfondita che vale davvero la pena di leggere. Per comprendere come farebbe bene a tutti decidere di lasciar perdere e chiamarsi fuori. Da chi ci sta monopolizzando e invadendo. Superando anche il limite della legalità in molteplici situazioni.

E voi cosa ne pensate? Facebook sì o Facebook no?
Che uso ne fate? Siete Facebook dipendenti?
Mi piacerebbe conoscere il vostro punto di vista.

A Francesca che ringrazio per l'interessante e coinvolgente lettura,  va il mio  "in bocca al lupo" per la sua ultima fatica che consiglio vivamente.





Francesca A. Vanni
bibliografia

Solo un uomo
Nel tuo nome
I, 2, 3 Halloween vien da te
I racconti di Rudolph la renna
La mia fuga da Facebook